APRIMI IL CUORE PDF Stampa E-mail

La conoscenza che io ho di sr. Marta risale al 1974, l’anno in cui tutte noi, con trent’anni di meno alle spalle, eravamo le “brigate bianche”, felici di andare itineranti a evangelizzare, in semplicità e povertà di vita. In quello stesso anno sr. Marta era nell’entusiasmo più bello per aver iniziato la sua tanto sognata casa di spiritualità (il Roseto).

Molte ricordano di Marta soprattutto la sua fragilità di salute; il ricordo che ho io, per quell’anno vissuto insieme, è di una persona luminosa. Come dimenticare il suo gusto spirituale di Dio, la sua gioia per le cose piccole, la sua creatività per animare, l’amore per la liturgia, la passione di cantare, la dolcezza con le sorelle, ma soprattutto la tenerezza immensa per l’Eucarestia, le coccole alla statuetta di Gesù Bambino, l’amore per il Tau che le ricordava il Crocifisso, le tortorelle, che le parlavano del corteggiamento dell’Amante, ecc.?

Marta era cosciente delle sue esperienze spirituali e aveva il dono di esprimerle. Viveva in uno stato di preghiera profonda, intima, accogliendo con semplicità la dolcezza delle realtà divine. Ma non mi voglio dilungare sui pochi ricordi di quell’anno. Avendo pochi minuti a disposizione vorrei rilevare solamente come il suo modo di essere era nient’altro che la realizzazione di quanto desiderato da Maria della Passione per tutte noi. Un giorno avevo chiesto a sr. Luigia Vittoria Alini come avremmo potuto sintetizzare la spiritualità di Maria della Passione. Mi scrisse, in un’immagine che ancora conservo: “Per me la spiritualità di Maria della Passione sta tutta raccolta nella frase che ripete spessissimo: ‘Essere un’ostia vivente, santa, gradita a Dio” “un’ostia pura santa, offerta a Dio” (Note spirituali n.117, 118, 122, ecc). Tutto di Marta era proteso in questa costante offerta di sé al martirio dell’Amore, nell’immenso desiderio di unione sponsale con Lui.

 In una meditazione, Maria della Passione suggeriva: “Diciamo come Francesco: O Gesù, trascinami verso la tua bellezza. Io voglio morire ardendo d’amore, voglio morire stringendo il tuo cuore contro il mio cuore” (MD 567 – 17/9). E Marta con altre parole ripeteva: “la tua schiava d’amore, o Sposo di delizie, ti adora con la faccia per terra e tutta si offre a te”. Aveva una vera familiarità con Gesù, come una sposa. Ci stupiscono gli innumerevoli baci appassionati con cui Marta vuole dimostrarGli l’amore. Lei vibrava, in uno slancio verso il Tutto della Sua vita, l’“Amore-Sposo”, lo “Sposo di Sangue” da cui voleva bere per dissetarsi dello Spirito. La strada è indicata a tutte, ma lei la percorre con decisione. “Le anime che vogliono godere della familiarità con il Cuore divino devono studiare la Passione di Nostro Signore” (MD 381). “Quando si alza il vento della tribolazione, è lo Spirito che soffia dove vuole; è la croce che ci conduce all’amore e alla gloria” (MD 302). “Quando ci sentiamo deboli, quando soffriamo per la constatazione del peccato nella nostra anima, di una debolezza nel nostro cuore, andiamo al Sangue di Gesù”(MD 761) , diceva Maria della Passione.

E Marta ha una devozione speciale per il Sangue Eucaristico ed effonde baci tenerissimi alle piaghe del suo Dio (cfr. MD 748). “Una francescana – diceva Maria della Passione – ha Dio per suo tutto e quando pensa che il suo divin Sposo è morto denudato di tutto sulla croce, deve distaccarsi da tutto e vivere del bacio del Crocifisso” (MD 496 – 7 agosto). “Figlie di Francesco, lui pure trasportato d’amore per Gesù Crocifisso, non abbiamo paura della follia della croce e conosceremo allora la follia dell’amore” (MD 381). Signore “voglio solo te”, diceva ripetutamente Marta, “mi fai morire di desiderio”. O Amore, prostrata a terra nell’adorazione, Desiderio non ti chiede nulla, ma è solo desiderio. Un desiderio che si offre, umilmente. E si consuma nel desiderare”. Come la sposa del Cantico dei Cantici, che affascina lo Sposo attendendo la sua visita (cfr. MD 703).

 Ogni Francescana missionaria di Maria è chiamata a “dire l’Amore, in tutto, ovunque e sempre, per “diffondere la grazia del vangelo in tutta la sua ricchezza”, perché “siamo destinate ad aiutare la risurrezione di Gesù nelle anime” (MD 795). . “Una missionaria deve avere un amore che conquista. Tutte le anime sono state pagate dal Sangue dello Sposo divino. Come la Chiesa e con la Chiesa, dobbiamo cercare di darle a Nostro Signore” (MD 544). “La missionaria, figlia della Santa Vergine, va ovunque gridando a tutti coloro che avvicina: “C’è in mezzo a voi uno che non conoscete”. Invocare la misericordia di Gesù sulle anime attraverso la preghiera; chiamare le anime a Gesù attraverso il lavoro apostolico: ecco la vita della vergine francescana nell’Istituto” (MD 705). E ancora: “Che il nostro cuore sia colmo di Dio; che il nostro desiderio di salvezza delle anime sia immenso. Offriamoci incessantemente a Dio Padre in unione con Gesù e Maria, per il riscatto delle anime che hanno costato così caro al nostro divin Redentore” (MD 745). Sì, perché è “ai piedi del Crocifisso che penetriamo il prezzo delle anime “ (MD 578; 380)! Tutto parte dalla contemplazione del Crocifisso.

E perciò Marta voleva essere madre di moltitudini, al modo di Maria della Passione, nell’amore e nel sacrificio. .. Perciò quell’immensa tenerezza materna, quella femminilità spirituale capace di generare Dio nelle anime! E quel suo essere mendicante d’amore nella notte, quel lasciarsi spremere, continuando nella dinamica dell’offerta! “Nella notte insonne, quando la ferita grande mi strappa gemiti, Tu mi porgi figli da nutrire, perché da questa morsa di dolore abbiano vita”…. Marta aveva “un cuore largo e generoso, capace di dire sempre sì ai desideri del Divin Maestro” (cfr. MD 340). “Preghiamo perché il nostro cuore sia inondato da un oceano d’amore” (MD 403), invitava Maria della Passione! Marta aveva un cuore ferito dall’Amore, come Francesco. “Francesco non è più Francesco – diceva Maria della Passione – è un altro crocifisso. I suoi piedi sono trafitti, le sue mani hanno i chiodi, il suo cuore si apre, è ferito come quello di Gesù.”(MD 716).

Perciò, come Francesco, Marta non vuole conservare il suo cuore, ma consegnarlo totalmente, consapevole che l’Amore attira l’Amore… . “L’Abisso attira l’Abisso”(MD 856) . Le resta quindi solo un grido, in una preghiera incessante allo “Sposo di delizie”: “Aprimi il cuore”

Sr Paola dal Pra

 
 
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