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Assisi - S.M. degli Angeli PDF Stampa E-mail

 

 
Nome delle due comunità: Roseto Chiara Madonna delle Rose
Comune: Assisi
Provincia: Perugia
Parrocchia: S. Maria degli Angeli
Diocesi: Nocera Umbra- Gualdo Tadino.

 Francescane Missionarie di Maria
Via Protomartiri Francescani, 19
06088 S. MARIA D. ANGELI (PG)

tel. 075.8040454

mappa 
Data di fondazione

• 1897

Cenni storici sul luogo in cui siamo inserite

 Il nome di Assisi deriva dalla parola in uso presso gli antichi Umbri “Asa “, che significa “altare”, dalla radice “as”, “ardere”. E’ da notare che, secondo la lingua greca, il termine “umbri” sta ad indicare “coloro che si sono salvati dalla pioggia”: un popolo, dunque, che proviene da lontano e fugge una pericolosa alluvione. Con l’avvento del Cristianesimo Assisi non accetta facilmente il nuovo credo. 
In realtà la prima vera evangelizzazione di Assisi viene compiuta da Rufino, che, come i leggendari fondatori della città, giunge qui dall’Asia minore. Intorno al 238 Rufino viene fatto uccidere dal proconsole Aspasio. I cristiani di Assisi subiscono diverse persecuzioni. Quando finalmente Costantino concede la libertà di culto, anche le vicende della Chiesa di Assisi migliorano notevolmente. Sorgono diverse cappelle. Fra le altre sorge la piccola chiesa dedicata alla Madonna, la Porziuncola, in mezzo al lago malato, ormai diventato quasi palude. 
Quando iniziarono le invasioni barbariche, anche Assisi, come tante altre città, subisce distruzione e saccheggi. Spetta al monachesimo la vera ripresa della città. Vuole la tradizione che sia San Benedetto in persona a fondare sul monte Subasio la famosa abbazia.
I Benedettini iniziano anche la grande bonifica del “lacus Umber”, ammalatosi lentamente nel corso dei secoli forse per quel depauperamento delle acque effettuato dagli Etruschi, che avevano aperto uno sbocco a Torgiano. La vasta distesa stagnante diventa per il lavoro dei monaci un fitto bosco di alberi grandi. Ad essi viene affidata la custodia della Porziuncola. 
Nel 740 Assisi, che aveva fatto sempre parte del Ducato Bizantino di Spoleto, passa sotto il dominio dei Longobardi. Nella continua successione di re ed Imperatori, Assisi non subisce invasioni, guerre, rovine. La mutazione dei poteri è quasi un procedere naturale dei fatti. La cavalleria che esalta l’amore, l’onore, il coraggio ingentilisce la vita. Tre sono le forze consistenti di Assisi in questo tempo: il Vescovo con i canonici, i Benedettini con i numerosi monasteri sparsi nel contado; i Feudatari ricchi e potenti, proprietari di tanti castelli e vaste dimore in città. Di conseguenza i traffici ne acquistavano beneficio, i mercati si ingrandiscono, la cultura si apre alle voci nuove d’arte e di poesia che vengono d’oltralpe. 
Nel 1177 l’Imperatore elegge conte di Assisi Corrado di Lutzen, duca di Spoleto, suo congiunto. La città vive ora un notevole benessere. E’ in questo periodo della storia di Assisi che nel 1182 nasce Francesco e undici anni più tardi Chiara. Dopo questo fulgido periodo di fede, d’arte e di poesia, la città di Assisi cede al tumulto delle guerre di parte. La fazione imperiale, che per lungo tempo era riuscita a tenere il dominio della città, non accetta di sottomettersi all’autorità politica del Papa. Queste guerre di parte con alterne vicende si protraggono tragicamente fino al 1500. La città viene più volte distrutta. Gli Assisani ne escono sfiniti e provati da tante sofferenze. 
Finalmente con il ritorno della pace, tornano in Assisi la passione per la poesia e lo studio. Gli accademici di Assisi non sono soltanto uomini di cultura. Essi si distinguono per gli alti incarichi nella vita pubblica. L’antica spiritualità ritorna in questa città, insieme alla volontà di salvaguardare le reliquie del passato. Diverse chiese vengono abbellite e costruite, fra cui la grande basilica di S. Maria degli Angeli. Sotto il governo pontificio la pace è una realtà di fatto che si protrae per tutto il 1600 e 1700. Tuttavia la popolazione vive in grande miseria e molti sono gli Assisani che muoiono per fame ed epidemia. 
Nel 1800 gli ideali del Risorgimento italiano, nonostante le precarie condizioni della popolazione, non mancano di animare anche gli Assisani, che partecipano attivamente ad alcune azioni di guerra.
Ai primi del 900, Assisi apre le braccia agli esponenti più noti della cultura francese ed europea, come se tornassero in vita gli antichi trovatori e venissero qui a ricercare le memorie del passato. 
Dopo la Prima guerra mondiale Assisi vive per vent’anni un tempo di solenni rievocazioni, legate alla storia e alla tradizione.
Nel maggio del 1940 San Francesco è proclamato da Pio XII, patrono d’Italia: dinanzi alla sua tomba viene posta una lampada votiva, che verrà ogni anno alimentata dai Comuni d’Italia. Dichiarata città ospedaliera durante la guerra, Assisi non subisce alcun danno. Occupata dalle forze tedesche prima, alleate poi, viene rispettata nei suoi valori più sacri. San Francesco aveva più volte benedetto la sua città.
Anche l’UNESCO ha dichiarato Assisi patrimonio culturale mondiale.

Aspetti geografici e socio-culturali dell’ambiente

S. Maria degli Angeli, una delle 20 frazioni del Comune di Assisi, sorge in mezzo alla vasta pianura che si estende ai piedi del Subasio. Questa pianura anticamente era coperta dalle acque e costituiva il famoso “lacus umber”, che con l’andar del tempo si impoverì d’acqua, trasformandosi in palude. Furono i Benedettini a bonificano e trasformarlo in un fitto bosco di grandi alberi. Una buona parte di questa pianura bonificata, che si estendeva per otto chilometri di lunghezza e quattro di larghezza (Teschio Rivotorto), veniva chiamata “Porziuncola”. Proprio in questa zona verso il secolo X fu costruita una chiesina rurale dedicata alla Madonna, detta della Porziuncola, a causa della località dove fu costruita, ma il suo nome primitivo era Santa Maria degli Angeli. Ed è proprio attorno a questa chiesina rurale che si può costruire tutta la storia della nostra parrocchia. 
E’ nella Porziuncola che Francesco capisce la sua vocazione, dando inizio all’Ordine dei Frati Minori. Morto Francesco, la Porziuncola rimane il santuario del Perdono e delle memorie sacre degli inizi dell’Ordine. La solennità del Perdono, fin dai primi anni dopo la morte dei Francesco, diventa un fatto d’importanza nazionale: da tutte le parti d’Italia i pellegrini vi affluiscono a migliaia, ed è necessario costruire alloggi per ripararli dalle intemperie o dal caldo eccessivo. 
Intorno al 1460 alcuni fedeli chiedono di costruire intorno al Santuario, ma ne hanno la proibizione dal Papa Pio II, il quale ordina di lasciar libero il terreno per 60 canne attorno al convento.
Nel 1569 si iniziano i lavori per la costruzione dell’attuale Basilica. I lavori si protraggono per oltre un secolo. E con la fondazione della Basilica, probabilmente, si inizia la “vita civile” di Santa Maria degli Angeli, che fino ad allora era rimasta soltanto convento-santuario senza abitazioni intorno.
Il 26 agosto 1850 S. Maria degli Angeli viene costituita parrocchia a sé, distaccandosi dalla parrocchia di S. Pietro da cui dipendeva. La nuova parrocchia conta 1032 abitanti. Ciò documenta come si fosse incrementata l’immigrazione nella piana di Assisi attorno al santuario, nonostante la proibizione di costruire nello spazio di 60 spanne dalla Basilica. 
Oggi S. Maria degli Angeli conta più di 9000 abitanti ed è destinata ad ingrandirsi. Il popolo è lavoratore, risparmiatore — aspira ad avere la casa propria- è amante della famiglia — amore e rispetto per l’anziano che viene tenuto a casa- tradizionalista — un tenore di vita semplice. Prevale il ceto medio.
Attività prevalenti: turistico-alberghiero-commercio; attività artigianale; scarsa attività agricola. C’è anche una zona industriale che dà abbondante possibilità di lavoro.
Il servizio sanitario è efficiente. Da pochi anni è stata aperta l’Università per i Turismo, con circa ottocento studenti.
C’è un buon numero di immigrati, con un minor numero di stranieri. Non appaiono casi di povertà estrema.
C’è un’accoglienza di pronto intervento della Caritas ed una mensa gratuita dei frati per circa una ventina di poveri (maggioranza immigrati).

Evoluzioni delle attività e motivazione dei cambiamenti

• 16 gennaio 1897: ex Nazareth, prima fondazione voluta dalla fondatrice.
• 21 maggio 1897: prima messa nella nuova cappellina di Nazareth.
• 21 agosto 1897. prima pietra del convento “Madonna delle Rose”, (attuale Roseto).
• 24 ottobre 1901: trasferimento delle suore nel nuovo convento “Madonna delle Rose” (attuale Roseto) e apertura del nuovo laboratorio.,
• 29 giugno 1926: trasferimento delle suore e inaugurazione del convento “Madonna delle Rose”. Fino al 1970 il “Roseto” è rimasto a disposizione del laboratorio, accoglienza dei pellegrini e attività pastorali.
• 29 febbraio 1974: fraternità del Roseto. Nuova apertura come casa di spiritualità per la provincia, divenuta poi casa per le studenti e dal 1980 casa di accoglienza di tutte le suore dell’istituto e casa per i ritiri spirituali delle sorelle della provincia.
• 1973-1979: fraternità santa Chiara: casa provinciale.
• 2 ottobre 1980: rifondazione della fraternità santa Chiara come casa di accoglienza vocazionale.
• 26 settembre 1997: terremoto. La casa grande continua con venti suore. Dopo un anno ne rimangono sette che si trasferiscono a Nazareth. Dopo alcuni mesi la casa si chiude.
• 21 maggio 2001: rifondazione della casa “madonna delle rose” con il trasferimento della fraternità santa Chiara, che rivede il proprio progetto di accoglienza (giovani e famiglie). Si celebra la prima messa nella cappellina piccola.
• 7 ottobre 2001: dedicazione della chiesa “Madonna delle rose”, rinnovata dopo il terremoto.

Scopo e attuali attività della casa

    Attualmente, la fraternità del Roseto composta di cinque membri, accoglie le sorelle di tutto l’istituto per una “ripresa” spirituale, mentre la fraternità Santa Chiara, trasferita nella casa Madonna delle rose, accoglie i giovani e qualche famiglia con il desiderio di aiutarli a crescere nella fede.
Francesco, che ha benedetto Assisi, attira oggi più che mai.

 



 
 
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