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UNITE CON MARIA AI PIEDI DELLA CROCE! PDF Stampa E-mail
Scritto da Suzanne Phillips, fmm (Superiora Generale)   

Sue: superiora generale fmmROMA   Carissime sorelle Vi scrivo questa lettera ricordandovi che come Istituto stiamo vivendo insieme il tema scelto per quest’anno 2010: “L’Umiltà di Dio” per approfondire gli orientamenti del nostro Capitolo Generale. Questo cammino si situa all’interno di un altro percorso: la Settimana Santa … che ci permette di essere con Maria ai piedi della croce, e con tutti coloro che, ad Haìti , nel Cile, e in tanti altri paesi, devono fronteggiare tragedie e sofferenze incredibili che li rendono impotenti e silenziosi, vivendo il proprio Gethsémani e crocifissione.

Prendiamoli con noi portando il nostro dolore e sofferenze provenienti dagli avvenimenti che hanno marcato anche la nostra vita. Riconosciamo nel loro grido, quello che spesso anche a noi capita di gridare: “ Dov’è Dio in tutto questo? Perché permette che ciò avvenga? Queste reazioni sono umane e normali in tali situazioni; tuttavia, nel cuore della sofferenza, in questo stesso grido, il nostro Dio, l’Emanuele, è con noi.

Ascoltiamo la voce calma e tenue di Dio, la voce dell’Amore crocifisso che sussurra: “ Sono con te nella sofferenza, nel tuo cammino in mezzo all’oscurità, nei tuoi sentimenti di rifiuto, angoscia, nella tua lotta per accettare una realtà che sembra inaccettabile, nella tua impotenza e nel tuo abbandono alla fragilità, al fallimento, all’isolamento, e alla solitudine. Sono con te in tutto questo, perché ho già percorso lo stesso itinerario, per mostrarti il cammino. L’accettazione di ciò che sembra essere una sconfitta, ci fa rinascere ad una vita nuova che ci rende liberi e forti, capaci di guarire le nostre ferite e creare in noi una dimora per lo Spirito. Tale è la nostra fede vissuta in unione al mistero Pasquale che ci permette di cogliere l’amore incondizionato di Dio, più forte di tutti i disastri o le sofferenze che ci possono toccare.

La sera del Giovedì Santo celebriamo l’ultima cena, il grande dono d’amore dell’Eucaristia, la potenza del mistero di Dio presente in tutte le cose come anche nel pane e nel vino. Domandiamo la grazia affinchè i nostri occhi si aprano per scoprire, come i discepoli di Emmaus, la realtà del nostro Dio nascosto in tutte le cose, come anche l’incredibile amore di un Dio umile. Il triduo Pasquale ci fa vivere, non solo, l’avvenimento storico della passione, morte e risurrezione di Gesù ma anche la grande immagine del cammino umano di trasformazione e di crescita spirituale….

Il mistero Pasquale fa parte integrante del nostro carisma, forgiato a partire dalla realtà vissuta, dal cammino personale di sofferenza di Maria della Passione e dall’illuminazione spirituale alla quale Lui l’ha condotta. Lei fece riferimento in modo chiaro nelle sue note spirituali durante la sua deposizione nel 1883 meravigliandosi del cammino percorso con la grazia del Signore: “avrò tutta la mia vita per benedire il tempo di prova. Quante cose posso fare adesso che prima non potevo!” Ispirate dalla sua Fede, dal suo coraggio, in questo momento difficile della nostra storia, siamo chiamate come Istituto ad approfondire la nostra identità francescana ed a essere più solidali con il mondo che soffre comprendendo che la croce non può essere considerata estranea a noi.

San Francesco ha ricevuto le stigmate verso la fine della vita, come segno evidente che la croce è il dono di una più grande unione dell’Amore con la nostra umanità vulnerabile. Noi impareremo a camminare in solidarietà con gli altri, solo dopo aver appreso ad essere solidali con la nostra propria sofferenza, permettendole di lasciarci trasfigurare dall’Amore, senza fuggirla come Giuda, rifiutarla come Pietro, ma dimorando con lei nella speranza, come Maria, Giovanni e le sante donne ai piedi della Croce…

La solidarietà viene da ciò che noi conosciamo attraverso la nostra esperienza di trasformazione; e solo con questa acquisteremo la convinzione che il nostro Dio Incarnato, umile e nascosto, sempre presente trasfigurerà il nostro modo di rispondere alle incertezze dell’esistenza, permettendoci così di vivere tutte le situazioni in una pace e una forza più grande. Questa è sicuramente la buona notizia che siamo chiamate a condividere con il mondo che soffre, e la ragione per la quale a Pasqua, possiamo rallegrarci insieme cantando non soltanto l’Alleluia, ma anche il nostro Magnificat! Che la Pace sia con voi!

Suzanne Phillips, fmm (Superiora Generale)

VIDEO: ALLELUIA

 

 
 
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