Home Missione MISSIONE (2011) MANDATA IERI, OGGI E FINO ALLA FINE!
MANDATA IERI, OGGI E FINO ALLA FINE! PDF Stampa E-mail
Scritto da Françoise Belloir, fmm   

sr FrancoiseTUNISIA Tutta la vita missionaria in paese mussulmano, di cui 53 anni di insegnamento: questa è la notizia di Suor Françoise Belloir, col desiderio di continuare fino alla fine là dove ora è inviata a “testimoniare dell’amore di Colui che ci manda”. Primo invio, in paese mussulmano per testimoniare l’Amore ricevuto dal Padre per noi. Come Françoise sono invitata a incontrare dei fratelli credenti, a rispettarli, a testimoniare tra loro questo Amore

da cui sono amati loro pure e, se l’occasione me lo permette, di dire loro qual è la mia fede e la sua sorgente in Gesù Cristo. Il giorno del mio invio, nella festa delle Stigmate, ricevo giustamente le parole del Testamento di San Francesco, che rimarranno sempre mio riferimento: “I fratelli possono scegliere il loro compito spirituale in due modi, o essere sottomessi ad ogni creatura umana a causa di Dio e confessare semplicemente che sono cristiani, oppure, se vedono che tale è la volontà di Dio, annunciare la Parola di Dio affinché i pagani credano in Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose e in suo Figlio Redentore e Salvatore.

Nel corso delle mie diverse tappe di vita missionaria ho ricevuto molti invii, sempre tra mussulmani. Il primo mi ha specialmente segnato. Sono stata mandata per insegnare, io che avevo serbato un tale cattivo ricordo dei miei anni di studio c mi ero ripromessa che non sarei mai diventata “insegnante”. E’ mai possibile? Grazie al mandato, grazie all’obbedienza, dicevamo allora … L’insegnamento mi è quasi diventato una seconda natura. Effettivamente su 56 anni di vita missionaria 53 anni d’insegnamento di cui gli ultimi 15 anni di “ritiro attivo” con corsi di sostegno scolastico e 31 anni passati nella regione sfavorevole di Aìn Draham. Ultimo invio ricevuto: andare a vivere in ritiro con qualche “suora anziana” nella periferia di Tunisi, alla “casa di Khaznadar”.

Mi sentivo ben capace di dare ancora qualche corso di sostegno scolastico, m per mancanza di locale libero, era diventato ormai impossibile. Dovevo dunque lasciare. Sapevo che le mie sorelle più giovani avrebbero continuato ad “ amare” e a “ testimoniare l’Amore di Colui che ci manda”, come l’avevo fatto io stessa di tutto cuore! C’erano stati tanti incontri, d’ amicizie con tanti ricordi vissuti insieme e a tanti addii da fare! Fu allora organizzata una giornata per “celebrare questo Addio”. A Ain Draham sono dunque stata molto festeggiata prima della mia partenza. Sr. Soumaya, da vera suora “direttrice di scuola materna”, ha fatto le cose in grande! In fraternità prima di tutto abbiamo celebrato l’Eucaristia. Col Padre Jean Baptiste, venuto apposta, dove ognuna ha potuto esprimere il suo grazie per il tempo che abbiamo passato insieme.

A mezzogiorno un pasto è stato previsto per i bambini dell’asilo infantile, le insegnanti, il personale le suore. Un’amica aveva voluto fare della pizza, e alle 11.45 tutti i bambini erano pronti per degustarla calda e croccante. Che lusso, e che bontà! Avevamo tenuto la parte degli operai del cantiere, e i bambini sono andati a portarla loro. Tra di loro c’erano due anziani dell’J. E. e se lo ricorderanno loro pure! Poi i bambini sino stati invitati a fare un disegno per “ma soeur” che deve partire e che insegnava così bene il francese, con canti e gesti. Nel pomeriggio riunione con le fotografie e gli “arrivederci” con le famiglie che venivano a prendere i bambini. Poi ci fu la merenda con tutti gli amici invitati apposta, una sessantina. C’erano le nostre monitrici attuali, le anziane della scuola e del J. E. ,tutto il personale attuale, qualche amico, i vicini o parenti di antiche allieve, come molti allievi del sostegno scolastico. Il massimo della serata fu “la testimonianza di amicizia”.

Suor Sumaya aveva avuto l’idea di mettere, molto in evidenza, un ramo secco in forma di arbusto, senza foglie. Mi aveva chiesto di scrivere io stessa su fogli colorati ciò che volevo dire ad ogni invitato, in ricordo e segno di amicizia. Ha poi distribuito queste carte con un piccolo cartone verde, in forma di foglia perché ognuno potesse scrivere a sua volta ciò che voleva dirmi prima della mia partenza! Queste foglie sono state attaccate ai rami di questo alberello, simbolo della vita che continua al di là delle separazioni. Occasione di ringraziamento al Signore per il suo Amore che vuol lasciar trasparire per mezzo di quelle che lo testimoniano! Perciò rimarrà “ un segno “ che verrà ad aggiungersi a tutti quelli che ho già ricevuto da Lui, soprattutto dopo il mio invio in missione e che deve incoraggiarmi a continuare a “credere” anche nei periodi più oscuri, per ritrovare “ la gioia“.

Ecco qualche testimonianza:
Quando la vedo, è come se vedessi mia madre, le auguro una lunga vita.

Grazie, Suor Francesca, la dolcezza, la gentilezza, il gran cuore sempre col sorriso, mai in collera. Souad.

Mia cara Suor Francesca, abbiamo passato insieme bei giorni a scuola. In questa scuola ho gustato insieme il dolce e l’amaro. Il momento più duro che abbiamo passato è stato la chiusura della scuola. Grazie a te , per lo sforzo che hai fatto con noi, Faiza
Cara Suor Francesca lei e
ra nei nostri cuori e vi resterà sempre, Ammar.

L’ultima testimonianza è quella che abbiamo ricevuto da Mongi. J. E’ venuto qualche giorno dopo la nostra serata di amicizia, e ha detto a Soumaya: Devo confessare, io che non sono credente,… Sono rimasto stupefatto! L’altra sera, dopo la mia giornata di lavoro, ho sentito la necessità di andare nella foresta, e là, nel silenzio, mi sono sentito invaso da un sentimento che non avevo mai conosciuto… Eccomi ormai in una fraternità di suore anziane, ho ormai assunto la “vita nuova”, nuova tappa così diversa e alla quale devo poco a poco adattarmi, con molto tempo e pazienza. Sono stata bene accolta. Ma insieme dobbiamo costruire del nuovo : dopo l’ultimo Capitolo generale, siamo invitate a vivere tre movimenti francescani.

Ciò che da mettere in pratica particolarmente oggi, non è “lasciare e prendere ?” Per me oggi, è assumere il presente…con fiducia… senza paura… senza rimpianti inutili; - non ricordare del passato che ciò che può alimentare l’ azione di ringraziamento e di lode. - Non ricordare più gli errori o le mancanze passate, né contabilizzarmi, o ripensare “di chi è stato il torto”. Il passato è nella misericordia del Signore. - Abbandonarmi al suo Amore fedele nel quale è il mio avvenire!

Françoise Belloir, fmm

 
 
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